momentINSEMA allo Zugerland Turnier 2026

Barbengo è la prima tappa di un'emozionante avventura che porterà i nostri allievi allo Zugerland Turnier.

Il momento del ritrovo è sempre un bello da osservare: i ragazzi si salutano, i più piccoli si guardano attorno curiosi e emozionati dal viaggiare con i più grandi. 
Alle 17:00 si parte: due pullmann, 80 ragazzi, 14 allenatori e l' "ammiraglia" pronta a risolvere ogni problema.

Prima tappa il caseificio di Airolo.

80 ragazzi tra gli 8 e i 16 anni

Sul pulmann si discute, si canta, si prepara il programma della serata e si cerca di sapere chi saranno i campagni in camera. 

classica impanata con patatine

Ad aspettare la nostra truppa ci sono impanata e patatine, un classico che mette tutti gli allievi di buon umore. Gli allenatori, che non devono giocare il giorno dopo, optano per una fondue al formaggio, un altro classico.

"cartellino giallo o rosso?!"

Arrivati all’ostello di Lucerna, ecco il momento di svelare la composizione delle camere e di accompagnare i bambini e i rgazzi in camera. Lo spirito di squadra emerge anche in questo momento, specie nei più piccoli che si cimentano per la prima volta nel preparare il proprio letto. Tu aiuti me, poi ti aiuto io. 

Si indossa il pigiamo,  si lavano i denti e alle 22:00 tutti in camera!

Gli allenatori si riuniscono per definire i dettagli del giorno seguente, dove la sveglia suonerà alle 06:00 e sarà l'inizio di una giornata bellissima.

Il sonno ha presto il sopravvento sui più piccoli, per alcuni è la prima notte fuori casa, le emozioni sono tante, ma il buon umor non manca.  I più grandi, come è giusto che sia, si preparano per la "grande fuga", la loro personale sfida agli allenatori. Si tratta di un gioco cui si prestano volentieri anche gli allenatori, anche perché si tratta di una sfida più simbolica che reale. "Ah sei qui?" si sente dire un allenatore intento a leggere in corridoio, con l'occhio vigile sui movimenti "sospetti". Tutto sommato la notte trascorre bene, niente ammonimenti o espulsioni, come un buon arbitro un paio di "avvertimenti verbali", accompagnati da un sorriso, sono stati sufficienti. 

In camera si parla, si discute, si ride, pian piano tutti anche gli ultimi cedono al sonno. 

Sabato 23 giugno la sveglia per gli allievi suona alle 06:10, si prepara la valigia, si disfano i letti e si fa colazione. Qualcuno si sveglierà definitamente solo una volta arrivato al campo, ma anche i sonnanbuli riescono a salire sui pullman. Le sette squadre sono in viaggio per i rispettivi campi.

Ad attenderli troveranno i tifosINSEMA, sempre numerosi e pieni di energia positiva e simpatia.

L'ammiraglia si assicura che nessuno abbia dimenticato niente in camera e inizia la sua missione: visitare tutti i campi, salutare e ringraziare gli organizzatori, sostenere i ragazzi e recuperare la cena per il viaggio di rientro.

Tra i loro compiti vi è anche la distribuzione delle magliette celebrative ai tifosInsema.

Arrivati al campo si indossa la divisa Insema si prende confidenza con l'infrastruttura. Un breve riscaldamento e siamo pronti per giocare. Le squadre parlano lingue differenti, ma la forza dello sport è quella di unire, bambini e ragazzi di culture e regioni diverse di divertono rincorrendo un pallone.

Sarà l'emozione, o forse la stanchezza per il viaggio, ma le prime partite sono spesso quelle più difficili. Il supporto dei tifosInsema è incessante e le squadre riprendono vigore. Vincono e perdono, gioiscono e si arrabbiano, ma l'impegno non manca mai. 

Il pranzo, un piatta di pasta, è buon momento per recuperare energie in una giornata molto calda.

Le partite riprendono e si lotta su ogni pallone, qualcuno prova l'emozione di giocarsi il passaggio del turno con i rigori. La tensione è pari alla finale di Champions League e anche questo è un momento che ricorderanno a lungo, quale che sia l'esito.

In attesa della premiazione, si mangia qualcosa, alcuni optano per un gelato, altri per un hotdog. Tutti gli allievi Insema partecipano alla premiazione, applaudendo sia chi è arrivato dietro in classifica che chi è stato più bravo. I più piccoli ricevono una medaglia, vale quanto un oro olimpico. Non la toglieranno più fino al momento di coricarsi a letto a casa loro.

"Se ci divertiamo vinciamo", lo cantiamo nel nostro inno e allo Zugerland Turnier ci sono solo vincitori!

Lo Zugerland Turnier non sarebbe tale senza i nostri tifosINSEMA, da chi si divide su due campi perché ha più di un figlio Insema a chi tiene d'occhio la lunga colonna al Gottardo. Sono scene e momenti che si fissano nella nostra memoria, ma anche in quella di chi vi partecipa: ce lo ricordano spesso coloro che negli scorsi anni vi hanno partecipato. 

Prima di metterci in viaggio per rientrare in Ticino, ringraziamo gli organizzatori regaliamo loro una maglietta Insema. 

Ogni anno ci chiedono di tornare, perché siamo "educati e simpatici, oltre che bravi in campo" e ogni anno noi rispondiamo che lo Zugerland Turnier è anche la nostra festa: non mancheremo neppure nel 2027, siatene certi, abbiamo già riservato l'ostello!

1,2,3 forza INSEMA alééé!

Alle 21:30 rientriamo a Barbengo dove i bambini abbracciano i genitori e tornano a casa. Questa notte non faranno fatica a dormire!

Gli allenatori salutano bambini e genitori, scaricano l'equipaggiamento e tornano a casa, anche loro stanchi e felici, perché le emozioni le abbiamo provate e le conserveremo anche noi. Il giorno seguente saranno numerosi i messaggi dei genitori che tengono a ringraziarci per la magnifica avventura vissuta dai figli, il cui unico argomento a colazione è lo Zugerland Turnier. 

Grazie Insema, viva Insema!

23 maggio 2026